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Impacco di ricotta:
una pratica naturale dimenticata

30 gennaio 2015

a cura di C. Tanzi

 

Tra le diverse pratiche cosiddette “della nonna”, possiamo trovare alcune tecniche di facile applicazione e fattibili ovunque, senza l’impiego di particolari materiali.

Purtroppo, queste discipline naturali semplici e all’acqua di rose, pur essendo di notevole efficacia e di grande aiuto, sono spesso lasciate nel cassetto dal dai più e quindi dimenticate.

Impacchi come quelli di sale e argilla calda ad esempio, sono adatti a sostituire altre tecniche di mantenimento del calore, su quegli organi o individui che fossero particolarmente scarichi e privi di energia. E’ un po’ come ricaricare una batteria scarica collegandola al proprio carica batterie. Queste pratiche calde sono in questo caso utilizzate a livello statico per portare calore laddove non ce ne fosse a sufficienza, per soddisfare le funzioni d’organo o per reagire a uno stimolo provocato dall’acqua fredda. In quest’articolo, invece, è suggerita una pratica di facilissimo utilizzo e senza particolari controindicazioni: “L’impacco o cataplasma di ricotta per uso esterno”.

Questo tipo di applicazione riveste un ruolo maggiormente dinamico in funzione del concetto termico Lezaeta Costacurtiano.

Generalmente è usata come disinfiammante, capace di promuovere una serie di attività fisiologiche che vanno ben oltre lo scambio termo osmotico umorale, favorendo anche reazioni di riflesso più profonde e di tipo generale. Tra le tante, questa semplicissima applicazione, ben si presta per l’applicazione sulla regione cardiaca, sull’intestino, sui bronchi, tiroide, ecc.

Trova quindi largo impiego in tutti quei casi, dove i fenomeni ateromatosici (depositi di placche grasse o di altra natura all’interno delle arterie) ostruiscono o irrigidiscono i vasi sanguigni e in particolare a livello cardiaco.

La ricotta oltre a rivelarsi un valido disinfiammante, è in grado di agire sull’organismo come calmante e tonico, ma anche come “revulsivo”, cioè, in grado di estrarre con una certa facilità le tossine dall’organismo.

L’impacco si prepara montando la ricotta fino ad ottenere una specie di pomata spalmabile, indi la si stende su un fazzoletto o telo di cotone grande quanto l’area da trattare, e si applica quindi sulla parte interessata. Come tutti gli altri impacchi e fasciature, anche quest’applicazione deve essere mantenuta in loco senza raffreddarsi, fasciandola prima con un panno di cotone e poi con uno di lana più esterno, atto a terminare l’avvolgimento, tenendo ben aderente l’impiastro al corpo.

L’individuo non dovrà provare sensazioni di freddo sulla pelle, se non in fase applicativa, e nemmeno in generale. Qualora ne fosse il caso, è preferibile far bere delle tisane calde per riscaldare il corpo, ma se i brividi o il freddo dovessero persistere, bisogna purtroppo rinunciare all’impacco e toglierlo.

La ricotta è indicata per tutti i problemi cardiaci specie nelle aritmie e tachicardie, ma non deve essere applicata troppo fredda, specie da frigorifero. Bisognerà lasciarla un certo periodo sul tavolo per portarla a temperatura ambiente, intorno a 16-20 °C.

Questo tipo d’impacco tenuto per tutta la notte, lavora ottimamente sui ristagni di catarro bronchiale o intestinale, ma sui bronchi dovrà essere applicato tiepido (scaldare a bagnomaria).

Applicazioni sulla gola con l’impacco di ricotta, aiutano egregiamente la risoluzione di tonsilliti, angine, infiammazioni e infezioni varie.

Grazie a questa metodica è possibile sopperire a pratiche più importanti, sia nel caso di un’urgenza che dovendo trovarsi fuori di casa per lavoro o vacanza.

Più naturale di così! Che cosa desideriamo?

La ricotta è uno straordinario elemento d’origine naturale, utilizzabile quindi per disinfiammare, calmare e lenire il dolore in varie parti dell’organismo. Una delle sue caratteristiche principali è anche quella di favorire fortemente le attività osmotiche tra i tessuti del corpo, il sangue, la linfa e tutto ciò che è in eccesso o difetto a livello umorale organico. Grazie a queste sue proprietà, la ricotta riesce ad “estrarre” dal corpo tossine ed infiammazioni, agendo in modo molto dolce e naturale.

Ribadisco che la preparazione dei cataplasmi è molto semplice, basta inumidire della ricotta fresca mantenuta a temperatura ambientale, con un goccio d’acqua o latte. Indi lavorare il tutto con una forchetta fino ad ottenere una pomata molto cremosa e quindi facilmente spalmabile. Stendere quindi il prodotto così ottenuto su un panno di cotone o su una garza da medicazione e applicare sulla parte interessata. Coprire con un telino di cotone e completare l’applicazione isolando termicamente, coprendo con un lembo di lana (sciarpa, pancera o altro). Lo spessore dell’impacco deve essere di circa un centimetro per trattamenti di zona, ma può essere aumentato in ragione del calore prodotto dall’organismo, a seguito di una zona molto infiammata, arrossata e dolente (il sangue picchia). In questi casi la zona da trattare è senza dubbio più calda del restante organismo ed è possibile rinnovare l’impacco a ripetizione, ogni qualvolta si scaldasse eccessivamente, ma come dicevo, può essere aumentato anche il suo spessore. Quando invece il trattamento ha carattere fisiologico e normalizzante di organiche come la tiroide, il cuore o la colonna vertebrale ad esempio) è sufficiente uno spessore di 1 cm. Le applicazioni al ventre e reni, invece, non devono superare il mezzo centimetro. Normalmente questi impacchi possono essere mantenuti per 6-8 ore, ricordando la regola del calore esposta sopra. 

Alcune volte, quando la ricotta viene rimossa, si può notare dell’odore sgradevole spesso legato alla quantità di tossine assorbite. Durante l’estate, in particolar modo, l’impacco assume il classico e tipico puzzo del formaggio; in questo caso è preferibile realizzare l’impiastro miscelando ricotta e argilla o terra al 50%.

 

Questo cataplasma può essere applicato in particolare su:

  • Seno (per cisti, ghiandole ecc.);
  • Cuore (aritmie, tachicardie, angina ecc.);
  • Gola (tonsilliti, ingrossamento delle ghiandole, tosse, catarro, raucedine, afonia, tiroide);
  • Orecchio (deve coprire anche la zona intorno all’organo per otiti, parotiti ed altro);
  • Naso, occhi, fronte (sinusiti, infiammazioni generali);
  • Su tutti i problemi linfoghiandolari e cisti varie, lipomi compresi;
  • Sulle zone ovariche per tutti i problemi d’infiammazione genitale interna;
  • Sull’alluce valgo.

 La ricotta è inoltre molto indicata anche per la cura delle vene: ulcere varicose, flebiti, varici, o semplicemente, gambe accaldate. In questo caso è bene alternare agli impacchi a gambiluvi freddi.

Ripeto che è inoltre possibile miscelare la ricotta con argilla o terra specie nella stagione calda (evita il puzzo di cagliata), ma soprattutto consente di sopportare meglio quei cataplasmi che essiccando infastidiscono la pelle (terra ad esempio).

 

In conclusione, possiamo affermare che la ricotta gioca un ruolo eccezionale ai fini della salute. Scambia molto bene anche con le scottature (donando sollievo), con tutte le strutture linfonodali, le cisti, le tumefazioni in genere e le ghiandole endocrine. Risultati importanti sono stati ottenuti anche su alluce valgo, unghia incarnita, cisti tendinee e tunnel carpale. La sua azione antiacido e antinfiammatoria quando la si assume per via alimentare, si estende anche allo stomaco e all’intestino.